Parecchie volte noi che scriviamo avemmo l’occasione di parlare di Marcello Fabre, di questo valoroso interprete della pochade cinematografica (chiamiamola così e il lettore ce lo permetta) e ovunque abbiamo visto alle nostre parole abbozzare sulle labbra di chi ci ascoltava un sorriso di compiacenza. Il nome di Robinet è come un incontro meteorologico in una notte di estate, è come una parola di augurio data da un familiare ad un essere che gli è caro. Robinet è il benefattore delle persone tristi; egli, questo non sa ne si cura di sapere, trasmette la sua arte piena di naturalezza per intuizione. L’intelligenza pronta di questo giovanissimo metteur en scène ha fatto si che la Società An. Ambrosio gli affidasse lavori importantissimi, ov’egli figurava come attore protagonista sulla tela, e contemporaneamente nello stabilimento come direttore effettivo dell’elemento artistico, Eppure chi vedesse Marcello Fabre per
via non direbbe ch’egli è il Robinet del Cinematografo, l’esilarante Robinet: egli, da persona veramente intelligente, non parla mai di se stesso, passa, osserva e giudica con esatto equilibrio persone e cose che lo circondano, senza però menomare le loro virtù qual più qual meno intuitive. È proprio il contrario di come apparisce sulla scena; lassù egli fa ridere… sopra la tela diverte sinceramente perché la sua arte si presenta piana, franca, e si trasmette nello spirito dello spettatore in maniera tale da farlo divenire il suo idolo: nella vita privata viceversa è serio, poco scherza e poco parla, è un apocrifo del sorriso, infatti nei vederlo taluno si è domandato: “Ma quegli è Robinet; il protagonista comico della Società An. Ambrosio?„ — La sua più grande passione è lo sport, e in verità ne è un eccellente campione: automobilismo, ciclismo, nuoto, equitazione, scherma… tutto sa fare, e a perfezione. Chi non ricorda i saggi ginnici che ha fatto in parecchie films? chi non ha presente i salti pericolosi e le cadute fatte con scuola mirabile da un cavallo slanciato a tutta carriera su di un terreno intricato ed incolto. Del resto già dicemmo nel numero decorso del nostro Maggese che le sue fibre sono di acciaio e che non si piegano troppo facilmente: sono forti come la stessa volontà. Marcello Fabre ora sta mettendo in scena Saturnino Farandola film di gran mole alla quale da due mesi a questa parte sta lavorando alacremente intorno: vi lavora con una raffinatezza tutta propria, con la perfetta cognizione tecnica che già da tempo gli ha procurata ottima reputazione nell’ambiente Cinematografico. Con Saturnino Farandola la fama di Robinet continuerà il suo percorso, e noi passo a passo ci siamo prefissi seguirlo sicuri di arrivare alla vetta luminosa del successo.

Torino, 10 settembre 1913